Ai tempi miei dell’università, per essere architetti bisognava spacciarsi per sociologi: il problema da risolvere, prima d’essere quello architettonico, aveva da essere quello umano. Il che sicuramente dava un certo lustro intellettuale alla figura dell’architetto, ma la scioglieva inesorabilmente nella melassa pedante della filosofia da salotto. Iniziava così la deriva storicista che, ignorando le conquiste…
(Continua)
Boeri a Genova
